Recensioni

Magari potrà fare un po' specie che fra le prime recensioni e le ultime passino esattamente vent'anni. Immaginatevi quanto faccia specie a me constatare di essere invecchiato dello stesso tratto. Aggiungo solo due parole di spiegazione: ho pubblicato, come Self Publisher, solo dal 2016. Le recensioni più vecchie si riferiscono alla mia partecipazione al concorso Calvino del 1997, in cui ricevetti una menzione speciale della Giuria per una raccolta di racconti intitolata "Il segno meno davanti".

Se, leggendo, veniste presi dall'irrefrenabile istinto di farmi sapere che cosa ne pensate, sappiate che riuscirei a farmene una ragione. E che quello che scrivete potrebbe finire, col vostro consenso, qui sotto:

Recensioni «Moderne»

E’ un libro adatto per letture lunghe e rilassanti. Lo trovo ideale da leggere un po’ per volta, durante lunghi viaggi in treno, o a letto quando si è influenzati. Sarà la distrazione ideale.
Sono una lettrice difficile e pretenziosa e quando ho iniziato la lettura del suo libro, non mi sembrava il genere che avvince. Alla fine del primo racconto, ero piacevolmente incuriosita. All'inizio del secondo, mi sono ritrovata a dire: "Matteo Magnani sa scrivere." Al terzo, viene voglia di leggere con gusto le sue parole e di sapere cosa succederà durante il prossimo racconto. Posso dire, con malcelata invidia, che è uno dei migliori esordienti italiani, se non il migliore, che abbia letto fin'ora.

wwillow – Novembre 2018 [Recensione di: "Avere Metodo"]

Alcuni semplicemente mi piacciono, altri li trovo decisamente geniali. Sono brevi, il più delle volte troncati (mannaggia a te) e mi fanno venire in mente i disegni abbozzati con cura ed urgenza creativa da chi sa disegnare davvero, sui tovaglioli del bar.
Roberta Pendoli – Ottobre 2018

Wattpad

Quello che […] traspare è la capacità di plasmare i registri linguistici come fossero creta, l’attitudine ad accarezzare le parole e al tempo stesso piegarle al proprio volere alla stregua di amanti devote. […] Ogni capitolo appare come un’istantanea dai colori vivaci che cattura un istante più o meno insignificante congelandolo per sempre ma, al tempo stesso, ciascuna parte potrebbe fungere tranquillamente da spunto per un romanzo a sé stante.
DreamsDestroyer (a.k.a. MatArcher)– Settembre 2018


Qui in mezzo, confesso che ho vissuto.


Recensioni «Antiche»

“I 13 racconti del milanese Matteo Magnani Il segno meno davanti uniscono l’eleganza e l’omogeneità dello stile a una forte tensione metafisica.”
Mirella Appiotti – La Stampa 8 Maggio 1998

“Le cifre stilistiche più interessanti […] sono di scritture algide, antiemotive […] nitidamente eleganti come quella di Magnani, che nel Segno meno davanti, dimostra di controllare un ventaglio linguistico quanto mai duttile e variegato.”
Mario Marchetti – L’indice Anno XV numero 5 Maggio 1998

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